Domande ricorrenti

In cosa consiste il protocollo sulla biosicurezza? -^-
Il Protocollo di Cartagena cerca di proteggere la diversità biologica dai rischi potenziali che possono essere generati dagli organi viventi modificati (LMO), derivati dalle moderne biotecnologie. Il Protocollo stabilisce un insieme organico di regole e procedure internazionali , che includono una procedura di accordo informato ulteriore (AIA). Ciò assicura che i paesi abbiano le informazioni fondamentali per essere in grado di prendere decisioni informate prima di consentire l'importazione che vengono consapevolmente introdotti nell'ambiente;assicura inoltre che i carichi via nave siano accompagnati da documenti di identificazione adeguati.Il Protocollo fa riferimento all'ottica di precauzione contenuta nel Principio15 della Dichiarazione di Rio sull'Ambiente e lo sviluppo, e stabilisce anche una Biosafety clearing house (sede di indagine sulla sicurezza) per facilitare lo scambio di informazioni ed esperienze sui LMO e assistere i paesi nell'ambito del lavoro di approfondimento del Protocollo.
Adottato dai Membri della Convenzione sulla Diversità Biologica nel gennaio 2000, il protocollo di Cartagena sulla biosicurezza entrò in vigore in data 11 Settembre 2003, dopo la sua ratificazione in 50 stati.

Per ulteriori dettagli:
sul Protocollo
Sullasede di indagine sulla biosicurezza
Domande ricorrenti sul Protocollo di Cartagena

In che cosa consiste il principio di precauzione? -^-
Un'ottica di precauzione ci sfida a prevenire il danno prima che questo realmente accada.Tiene presente che dove c'è la prova scientifica che un'attività minaccia la vita della natura, l'ambiente o la salute degli esseri umani, dovrebbero essere adottate misure protettive anche in assenza di una completa certezza scientifica. Il principio 15 della Dichiarazione di Rio sull'Ambiente e lo Sviluppo dice:"Per proteggere l'ambiente, l'ottica di precauzione deve essere largamente applicata dagli stati secondo le loro possibilità. Dove sussistono minacce di danno serio o irreversibile, la mancanza di completa certezza scientifica non deve essere addotta come ragione per procrastinare le misure di costo effettivo per prevenire la degradazione ambientale".
Questa ottica ha guadagnato ampi consensi diventando principio guida nell'ambito decisionale che riguarda l'ambiente. Il principio di precauzione è stato incluso negli accordi internazionali che riguardano questioni ambientali di lato rischio caratterizzati da una certezza scientifica limitata, in particolare il protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza (gennaio 2000). Questo protocollo è entrato in vigore l'11 settembre 2003 e stabilisce le direttive per il commercio internazionale degli organismi viventi geneticamente modificati (LMO). Dovrebbe diventare la struttura portante per le strategie ambientali, mentre l'accertamento del rischio rimane importante per risolvere i potenziali conflitti che sorgono nell'ambito del commercio e delle questioni ambientali.

Che cosa può accadere se i micro-organismi geneticamente modificati vengono rilasciati nell'ambiente? -^-
Il rilascio di micro-organismi geneticamente modificati (GM) nell'ambiente pone in pratica le stesse problematiche come il rilascio di micro-organismi patogeni. La fuoriuscita deve essere severamente impedita e deve essere invece garantita la protezione degli esseri umani e dell'ambiente. Per la sperimentazione in laboratorio oppure per uso industriale, i micro-organismi vengono coltivati in ambienti controllati e isolati a seconda del grado di pericolo rappresentatola un rilascio accidentale di questi micro-organismi.
La maggior parte dei micro-organismi GM utilizzati a scopo industriale non sono patogeni e la loro crescita è ottimizzata in rapporto alle condizioni della produzione di laboratorio. Un rilascio accidentale non rappresenterebbe un rischio per la salute. Tali micro-organismi non avrebbero probabilmente nessuna o scarse possibilità di sopravvivenza al di fuori del laboratorio o al di fuori dei contenitori di fermentazione industriale. Anche così, l'uso dei micro-organismi GM deve essere notificato (se nessun rischio è conosciuto) oppure concesso dalle autorità competenti. Tutti gli incidenti devono anche essere notificati con la descrizione di ogni misura adottata riguardo alla protezione e alla decontaminazione.
Per esempio, il rilascio intenzionale di micro-organismi GM non patogeni al fine di contaminare un sito viene sottoposto alla stessa severa procedura di autorizzazione e controllo analogamente all'ambito che concerne il rilascio di piante GM.
Il rilascio intenzionale di micro-organismi geneticamente modificati con caratteristiche patogene o pericolose per scopi militari o bio-terroristici è ufficialmente proibita nel mondo. In ogni caso, la convenzione internazionale sulla guerra biologica è molto debole, i controlli sono quasi impossibili da attuare e la protezione contro tali attacchi difficile.
Ulteriori approfondimenti…
presentala legislazione europea sull'uso limitato dei micro-organismi GM
presenta articoli sulla guerra biologica e sulle nuove tecnologie che potrebbero essere utilizzate a fini militari.

Le Biotecnologie possono essere controllate? -^-
Come in ogni altra attività, è impossibile raggiungere 100% di controllo e sicurezza. Il controllo delle biotecnologie è una questione sia nazionale sia internazionale. Ha le sue basi in una complessa legislazione e viene attuata dalle autorità competenti locali. La maggior parte dei paesi ha approvato leggi che regolamentano le biotecnologie secondo linee guida internazionalmente accettate. Ciononostante, il sentimento generale riguardo al controllo delle biotecnologie è che la legislazione in atto spesso non riesce a essere al passo degli sviluppi scientifici e industriali.

Domande correlate:
sul Protocollo sulla Biosicurezza
sul Principio di precauzione

Come sono regolamentate le Biotecnologie? -^-
La regolazione delle biotecnologie, specialmente nell'ambito dell'ingegneria genetica, è un argomento di rilevanza sia internazionale sia nazionale. E' basato su una legislazione complessa e approfondita dalle autorità locali competenti. La maggior parte dei paesi ha degli inquadramenti legislativi in funzione che regolano gli sviluppi della moderna biotecnologia secondo linee guida internazionalmente accettate. Alcuni paesi hanno messo a punto nuove leggi sugli OGM e altri hanno adattato il loro inquadramento legislativo esistente per includere gli argomenti di ingegneria genetica.

Domande correlate:
sul Protocollo sulla Biosicurezza
sul Principio di precauzione

L'ingegneria genetica è una nuova disciplina scientifica. Come vengono accertati i rischi a lunga scadenza? -^-
I primi rilasci di piante transgeniche nell'ambiente ebbero luogo negli anni ottanta. Tutte le colture di piante transgeniche furono sottoposte ad una previa autorizzazione e controlli di sicurezza. Comunque, i rischi a lunga scadenza dell'ingegneria genetica, in particolare il rischio indiretto o ritardato causato da una coltura diffusa di raccolti transgenici all'ambiente e alla salute umana, sono ancora in astratto e oggetto di dibattito scientifico e pubblico.Si stanno raccogliendo dati sui possibili impatti, se ce ne fossero, dei raccolti transgenici sull'ambiente. Il fine di un monitoraggio sistematico ben progettato, come previsto dalle direttive europee sulla cultura e il mercato del raccolto transgenico, è di raccogliere dati e porre le basi di una valutazione più approfondita delle incertezze e dei rischi (qualora ce ne fossero) associati alla produzione dell'ingegneria genetica applicato all'agricoltura. I resoconti periodici del monitoraggio legittimano le decisioni che riguardano l'abolizione di misure di sicurezza ingiustificate dove il rischio può essere escluso, oppure, su un ulteriore rinforzo di queste ultime, se la possibilità concreta del suddetto pericolo è stata identificata.esse possono inoltre giustificare la decisione di un ulteriore monitoraggio.

Domande correlate:
sul Protocollo sulla Biosicurezza
sul Principio di precauzione


Note: the multi-langual FAQs on biotechnology, food, medicine, safety and ethics have been provided by the ECOD-BIO project (www.ecod-bio.org).

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